12/06/2019
17:30 - 19:00

Ingresso gratuito, fino a esaurimento posti, da corso Regina Margherita 105

 

Mercoledì 3 aprile

Lavori in corso: nuove ricerche e restauri sui materiali etruschi del Museo di Antichità con Patrizia Petitti e Cristina Meli

A integrazione delle collezioni etrusche giunte nell’800 grazie soprattutto all’opera di Ariodante Fabretti, si aggiunge nel 1998 la donazione della Collezione Dianzani, successivamente completata da un ulteriore lotto di materiali archeologici di grande interesse, dei quali è in corso l’analisi e soprattutto il restauro.

In una conversazione a due voci, l’archeologo e il restauratore raccontano l’impegno per la conservazione e la valorizzazione di questo eccezionale nucleo, composto da vasellame ad impasto, ceramica etrusco-geometrica e buccheri e inquadrabile nell’insieme tra la fine dell’VIII ed il VI secolo a.C. Il comune lavoro è già stato premiato da nuove scoperte, riservando inaspettate sorprese.

Mercoledì 15 maggio

Archeologia e ricostruzione sperimentale: progetti e nuove prospettive di studio dei materiali longobardi del Museo di Antichità con Yuri Godino

(conferenza promossa dall’Associazione Amici del Museo di Antichità)

La ricostruzione storica permette di creare una connessione immediata tra il dato archeologico ed il visitatore di un museo, utilizzando un linguaggio efficace costituito da oggetti, gesti, immagini, suoni e sensazioni: tale pratica si propone, quindi, come un valido strumento di ricerca e di divulgazione al servizio dell’archeologo.
L’intervento illustra alcune esperienze effettuate dal progetto Presenze Longobarde e finalizzate allo studio della cultura materiale del Piemonte Longobardo, in relazione a precisi aspetti dell’abbigliamento, dell’alimentazione e del mondo artigianale. In particolare, verranno presentate le ricerche che hanno permesso di replicare alcuni corredi funebri piemontesi e saranno mostrati i primi risultati delle ricostruzioni di un banchetto aristocratico e di un funerale longobardo.

Mercoledì 12 giugno

Vero o falso? Monete romane di Galba e Vespasiano e le loro imitazioni in età moderna nelle collezioni numismatiche del Museo di Antichità con Elisa Panero

(conferenza promossa dall’Associazione Amici del Museo di Antichità)

L’eterna diatriba tra vero e falso, riproduzione e falsificazione tanto attuale nella vita dei nostri musei, trova le sue origini nella formazione stessa delle collezioni dinastiche e private alle origini dei musei stessi.

In particolare tra XVII e XIX secolo, l’attenzione all’antichità e alle opere del passato, e il conseguente accumulo di opere d’arte e di “pezzi rari” porta inevitabilmente allo sviluppo del gusto della copia. In campo numismatico, si diffonde un forte gusto per le riproduzioni “all’antica”, che si sviluppano intorno a “scuole” e dietro richieste ben precise, tanto da diffondersi in gran numero in molte collezioni pubbliche e private europee e non esentare nemmeno le raccolte sabaude.

Si tratta di falsi per ingannare i collezionisti oppure di “copie antiquarie”, realizzate per il godimento dell’arte antica e per colmare, quali “pezzi mancanti” le collezioni dell’epoca? La storia di alcuni di questi oggetti tra antico ed età moderna porta a definire un confine non netto tra frode e opera d’arte, ma non per questo meno affascinante.