02/06/2020 - 30/06/2020
Tutto il giorno

In occasione della Festa della Repubblica, nelle serate di lunedì 1 e martedì 2 giugno la cupola della Cappella della Sindone sarà illuminata con i colori della bandiera italiana.

«La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni». Lo dice l’articolo 12 della nostra Costituzione. Ma cosa sappiamo del Tricolore che rappresenta in ogni parte del mondo la nostra nazione? Un oggetto semplice, ma denso di storia e di memoria. Una rara raccolta dei Musei Reali ci racconta i momenti della sua storia.

Il Tricolore è stato adottato per la prima volta a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 dalla Repubblica Cispadana. L’Italia era attraversata dalle armate napoleoniche e le comunità che si ispiravano agli ideali democratici cercavano di nuovi simboli. Li trovarono nelle bandiere a tre fasce di uguali dimensioni, ispirate al modello francese. Nel tricolore emiliano, il blu della bandiera di Francia fu sostituito dal verde delle uniformi della Guardia civica milanese che combatteva per l’Italia.

Nella raccolta dell’Armeria Reale i Tricolori sono settantacinque. Molti provengono dalle battaglie del Risorgimento, quando ogni corpo dell’esercito sabaudo doveva lasciare all’Armeria un esemplare della propria bandiera, in quanto simbolo della riscossa nazionale. Quasi tutti hanno al centro lo stemma dinastico dei Savoia, che adottarono il tricolore nel 1848 inserendo lo scudo con croce bianca in campo rosso. È così per i molti drappi legati alla prima guerra d’indipendenza, alla guerra di Crimea del 1855 e alle campagne del 1859/60, ma ci sono esemplari che documentano anche l’adesione di singole comunità regionali alla battaglia per l’unificazione. È il caso, per esempio, del Tricolore con l’emblema della Trinacria, inviato in Piemonte dal Parlamento della Sicilia nel 1848, dopo la rivoluzione che dichiarò decaduta la dinastia borbonica; o anche del drappo appartenuto ai Montanari del Vesuvio, il corpo di volontari napoletani comandati da Giuseppe Garibaldi.

Nel Novecento, prima di diventare la bandiera italiana con il referendum per la Repubblica del 2 giugno 1946, il Tricolore continuò ad incarnare valori di libertà e di unione, come attesta il drappo donato nel 1915 dalle donne triestine al Re d’Italia, quando Trieste era sotto il dominio austriaco.

Svilito dalla retorica patriottica dell’Italia fascista, oggi riscopriamo il Tricolore come simbolo che unisce e concilia le nostre identità e la nostra storia comune, che sventola sulle facciate degli edifici pubblici o dalle finestre e dai balconi nei momenti di festa e di pericolo, che porta con sé la memoria dei nostri martiri e dei nostri caduti, delle nostre guerre, giuste e ingiuste, che, con le parole della Costituzione, ci ricorda i diritti e i doveri dell’essere cittadini di una comunità solidale.

È così che il passato delle bandiere dei Musei Reali diventa parte del nostro presente.

Se volete scoprire di più sulla collezione e visionare i numerosi Tricolore, potete consultare il catalogo online.

Scopri la bibliografia cronologica sintetica delle opere della Biblioteca Reale: BIBLIOTECA REALE. BIBLIOGRAFIA BANDIERA ITALIANA