13/12/2018 - 31/12/2019
9:00 - 19:00

La collezione della Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino si impreziosisce di un nuovo capolavoro, acquistato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Si tratta del ritratto de L’abate miniatore Felice Ramelli, eseguito intorno al 1735 dal pittore francese Pierre Subleyras, formatosi a contatto con l’ambiente internazionale della Roma di primo Settecento e celebrato autore di ritratti e pale d’altare per i più eminenti esponenti del clero romano e per gli ordini religiosi della penisola.

La tela, di altissima qualità stilistica, raffigura l’abate lateranense Giovanni Felice Ramelli, di origine piemontese, nominato da papa Clemente XI Albani custode dei codici miniati della Biblioteca Apostolica Vaticana, ed egli stesso famoso miniaturista: l’attenzione al dato psicologico, la resa sapiente del bianco luminoso del rocchetto e lo splendido brano di natura morta sopra al tavolino conferiscono all’opera un senso di verità e naturalezza che ne fanno uno dei più bei ritratti del Settecento europeo. Il Ramelli ha poi tratto da questa tela (ma potrebbe essere stata anche la moglie del pittore francese, Maria Felice Tibaldi, allieva del Ramelli stesso) una miniatura su porcellana, entrata a far parte di un nucleo di piccoli ritratti donati a partire dal 1737 a re Carlo Emanuele III e conservati nel Gabinetto delle Miniature, al primo piano di Palazzo Reale.

I due dipinti, ora riuniti, si rispecchiano l’uno nell’altro, contribuendo a ricostruire una piccola grande storia di amicizia e frequentazione tra i personaggi presentati. La tela di Subleyras arricchisce così la presenza stessa del pittore in Galleria, la quale custodisce un raffinato olio su rame raffigurante l’abate Camillo Tacchetti, anch’egli miniaturista. Contestualmente all’inserimento dell’opera nel percorso della Galleria Sabauda, sostenuto dal Gruppo Finanziario Azimut, viene presentato il volume Pierre Subleyras e l’abate miniatore Felice Ramelli. Un ritratto per i Musei Reali di Torino, a cura di Alessandro Morandotti e Gelsomina Spione, realizzato grazie al contributo della Galleria Benappi.