31/08/2020
Tutto il giorno

Nella vita quotidiana degli antichi Romani, il gioco della palla era molto comune tra i fanciulli e si praticava quasi sempre all’aria aperta. Anche gli adulti talvolta si divertivano a giocare, soprattutto dopo un periodo nefasto. Lo storico Svetonio racconta che Augusto, il primo imperatore, dopo le guerre civili non si esercitò più nell’equitazione e nella scherma, ma «si dedicò al gioco della palla e del pallone».

Come si giocava nell’antichità? Uno dei giochi più diffusi, il preferito di Mecenate che vi giocava al Campo Marzio, era ad esempio il trigon, gioco della palla a tre, rappresentato nella statua romana di atleta (I d.C.) esposta al primo piano della Galleria Sabauda. A dire il vero, in origine l’atleta era raffigurato nell’atto di versare olio da un unguentario, ma a seguito di un restauro seicentesco, nella sua mano furono poste tre piccole sfere e la statua fu venduta ai Savoia e registrata negli inventari nel 1612 come il “Giocolatore con palle in mano”.

Esistevano di fatto diversi tipi di palla, riempite di piume o ad aria, ma la pila più comune era realizzata in stoffa, spesso ricoperta di pelle. Costruiamo la nostra pila romana!

1. Che cosa ti occorre: una stoffa grande come un lenzuolo, una stoffa spessa o un pezzo di cuoio di forma quadrata, spago e forbici

2. Arrotola il lenzuolo cercando di ottenere una forma tonda. Tenendo ben stretto, avvolgi il tutto con il quadrato di stoffa più spessa: noi abbiamo usato della juta.

3. Avvolgi la palla con lo spago, facendo diversi giri in tutte le direzioni. Chiudi con un nodo ed elimina l’eccesso di spago.

4. La nostra palla di stoffa è pronta per giocare a Harpastum o alla Pila Trigonica: non conosci le regole? Puoi leggere nelle due schede.

Gioco 1_Trigon

Gioco 2_Harpastum

Poi non ti resta che trovare uno spazio adatto e dei compagni di gioco!