GALLERIA SABAUDA

Le Palai du Roy […] renferme une quantité immense des Tableaux des plus grand maîtred des Ecoles d’Italie et de Flandre […]. Ils sont bien conservés et arrangés avec autant de goût et d’ordre qu’ils pourroient l’être dans le cabinet d’un curieux et d’un amateur.

Fragonard Jean Honoré abbé de Saint-Non, 1759

La Galleria Sabauda venne istituita nel 1832 per volontà di Carlo Alberto accogliendo inizialmente le collezioni provenienti dal Palazzo Reale di Torino, dalla quadreria dei Savoia e dal palazzo Durazzo di Genova (acquistato nel 1824), incrementate con acquisti e donazioni lungo il corso dell’Ottocento per integrare o colmare le lacune presenti nelle collezioni sabaude, specialmente per quanto riguardava il Rinascimento italiano.

La Reale Galleria venne inizialmente allestita nel piano nobile di Palazzo Madama; nel 1860 venne ceduta allo Stato da Vittorio Emanuele II e nel 1865 il Museo fu trasferito al secondo piano del Palazzo dell’Accademia delle Scienze. Nel 1930 la Pinacoteca fu ulteriormente arricchita dalla donazione della collezione d’arte antica dell’industriale piemontese Riccardo Gualino comprendente dipinti, sculture, oggetti preziosi, mobili e reperti archeologici di differenti epoche e culture, che venne allestita come una casa-museo.

Nel dicembre 2014 il Museo ha cambiato sede e le sue collezioni sono state riallestite nella cosiddetta Manica Nuova di Palazzo Reale, realizzata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento dall’architetto di corte Emilio Stramucci.  Sono attualmente esposte su quattro livelli di visita circa 500 opere di artisti piemontesi, italiani, olandesi, fiamminghi ed europei in un arco cronologico che va dal XIV al XX secolo.

Tra le opere dei maestri italiani dal Trecento al Cinquecento si possono ammirare dipinti di Beato Angelico, Pollaiolo, Filippino Lippi, Mantegna e Paolo Veronese. Fanno bella mostra opere di pittori piemontesi quali Martino Spanzotti, Defendente Ferrari, Macrino d’Alba e Gaudenzio Ferrari.

Tra i quadri italiani di Sei e Settecento si possono annoverare opere lombarde e caravaggesche, tra cui la bellissima Annunciazione di Orazio Gentileschi, capolavori di Guido Reni, del Guercino, Sebastiano Ricci, Francesco Solimena, Giuseppe Maria Crespi e le celebri vedute di Torino realizzate da Bernardo Bellotto.

La Galleria Sabauda vanta inoltre una ricca presenza di dipinti di scuola fiamminga e olandese dal Quattrocento al Seicento: tra i primitivi si conservano tavole di Jan van Eyck,  Rogier van der Weyden, Hans Memling. Straordinari per importanza e qualità pittorica sono poi il Ritratto di vecchio di Rembrandt van Rijn, le due tele raffiguranti Ercole e Dejanira di Pieter Paul Rubens, I figli di Carlo I d’Inghilterra e Il principe Tommaso di Savoia-Carignano a cavallo, di Anton van Dyck. Provengono dalla quadreria del principe Eugenio di Savoia Soissons (1663-1736), grande condottiero al servizio della corte viennese e colto collezionista, opere di Gerard Dou, Paulus Potter e David Teniers.

Un’altra armonia. Maestri del Rinascimento in Piemonte