GIARDINI REALI

Sei sono i giardini principali di Torino, e due di essi, il Valentino ed il Giardino Reale, possono competere con qualunque altro di tal genere per ampiezza, vaghezza ed eleganza di forma, di disegno, di viali. Il Giardino Reale, che per gentile concessione del Sovrano è aperto liberamente al pubblico e come tale può essere considerato di uso pubblico, è una delle più amene passeggiate dei torinesi e dei forestieri. E nel cuore della città, annesso al Palazzo Reale e sorse dove ai tempi andati erano i bastioni, il baluardo della metropoli.

Giovanni Innocenzo Armandi, 1884

I Giardini Reali costituiscono un’area verde urbana unica per valore monumentale e ambientale, si sviluppano nella porzione tuttora racchiusa dai Bastioni, su una superficie complessiva di circa sette ettari. Il primo impianto risale all’epoca di Emanuele Filiberto di Savoia (1528-1580) e successivamente importanti modifiche sono intervenute alla fine del Seicento e nel 1886. Il percorso comprende il Giardino Ducale, a nord del Palazzo Reale, il Giardino delle Arti a est, risultante dell’ampliamento voluto da Carlo Emanuele II (1634-1675) e il Boschetto, nel settore nord-est, di matrice ottocentesca. L’arredo in pietra ha il suo fulcro nella fontana dei Tritoni di Simone Martinez (1756), con grandi vasi di Ignazio e Filippo Collino, statue e panchine.
Nel 1997, a seguito del tragico incendio che colpì la Cappella della Sindone, i Giardini Reali sono stati chiusi al pubblico. Nel 2008 sono iniziati gli interventi di recupero, finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, che hanno portato alla riapertura parziale nel 2016, mentre nell’area del Giardino delle Arti sono in corso i lavori di restauro che si concluderanno nel 2018.
Nel biennio 2018-2019 saranno completati gli interventi di miglioramento del Giardino del Duca e del Giardino delle Arti, al termine dei quali i Giardini Reali potranno essere restituiti al pubblico nel loro antico splendore.

IL GIARDINO DEL DUCA
L’area del Giardino Ducale è il più antico dei Giardini Reali. I lavori hanno consentito il recupero dell’intervento tardo ottocentesco dei fratelli Roda voluto nel 1886 da Umberto I, in occasione delle nozze del fratello Amedeo Ferdinando con Maria Letizia Bonaparte.
Al centro del giardino è stata collocata una fontana con zampilli, ripresa dai disegni storici del giardino. Il bordo della vasca è composto da lastre di granito recuperate dalle cave di pietra che Guarino Guarini scelse nel XVII secolo per ricavare i marmi che decorarono la Cappella della Sindone.

IL BOSCHETTO
La trasformazione del Boschetto, grazie all’intervento dell’architetto Paolo Pejrone, ritrova una nuova veste. Ai piedi dei grandi alberi è allestito un nuovo sottobosco: una coltre di piante da ombra, arbusti ed erbacee crea un gioco di ombre, mentre ampi viali ortogonali definiscono gli spazi in grandi aiuole dalle forme regolari.
All’interno del Boschetto trova collocazione permanente l’installazione Pietre Preziose dell’artista Giulio Paolini: marmi originali, danneggiati dal fuoco, della Cappella della Santa Sindone, capolavoro seicentesco di Guarino Guarini che conservava la Sacra Sindone, prendono nuova vita e diventano opera d’arte. Nelle parole di Giulio Paolini: “Qualcuno (l’autore) si trova qui, secoli dopo, a constatare un’architettura in rovina, frammenti caduti e distolti dalla loro collocazione originaria”.

IL GIARDINO DELLE ARTI
Ricavato dalla costruzione dei nuovi bastioni a seguito dell’ampliamento della città voluto da Carlo Emanuele II (1634-1675), il Giardino delle Arti, ripropone l’impostazione assiale di viali e prospettive ideata da André Le Nôtre (1613-1700), il progettista dei giardini di Versailles.
I lavori di recupero di quest’area dei Giardini prevedono un restauro conservativo riproponendo l’ingresso quadrato a valle dello scalone dell’Appartamento di Levante del Palazzo. La lieve pendenza del viale centrale crea una spettacolare fuga prospettica che porta verso l’affascinante Fontana delle Nereide e Tritoni, realizzata nel 1755 dallo scultore Simone Martinez. All’interno della vasca, le figure mitologiche giocano con l’acqua in un tripudio di zampilli voluti dal Re.

LE MURA E IL “GARITTONE”
I Giardini Reali sono delimitati dall’antica cinta muraria della città di Torino. Lungo il perimetro delle mura si trova l’edificio del “Garittone” o Bastion Verde, edificio eretto alla fine del Seicento a scopi difensivi e militari e collocato in corrispondenza del Bastione di San Maurizio. Progettato dall’architetto di Corte Ascanio Vittozzi, è riconoscibile dal suo tetto spiovente alla francese, ed era utilizzato dalle Madame Reali come miroir verso la pianura che si estendeva al di fuori delle mura cittadine.

I GIARDINI INFERIORI
Questa parte dei Giardini Reali è separata dai Giardini Reali superiori dai bastioni della cinta muraria della città. All’interno di questi giardini, l’edificio che un tempo era utilizzato come Serra Reale o Orangerie, oggi ospita il Museo Archeologico.
Nel 1864 una porzione del giardino inferiore venne adattata per ospitare il Giardino Zoologico Reale, voluto da Vittorio Emanuele II.