MUSEO DI ANTICHITÀ

All’ intorno del porticato a pian terreno sono incastrate nel muro, lapidi, figure romane, e colonne state scavate nelle demolizioni dei ‘ borghi, e dei bastioni della città, ed in varie altre parti del Piemonte, e specialmente fra le rovine dell’antica città d’Industria, che si trovava a Monteu di Po.

[…] In questo stesso pian terreno vi è un museo di antichità, distribuito in varie camere, ove si contengono cose preziosissime

Giammichele Briolo, 1822

Il Museo di Antichità si compone di diverse Sezioni:

  • la Manica Nuova, con l’esposizione Archeologia a Torino e le Sale del Tesoro di Marengo
  • il Territorio, dedicato all’archeologia del Piemonte e alle “Mostre in passerella”
  • le Collezioni, nucleo “storico” del Museo e sede dell’allestimento del Papiro di Artemidoro

Il piano sotterraneo della Manica Nuova di Palazzo Reale è sede, dal 2013, del rinnovato allestimento del Tesoro di Marengo e dell’esposizione Archeologia a Torino che presenta i materiali archeologici della città, provenienti dalle raccolte degli eruditi cinquecenteschi, incrementate dagli antiquari dei secoli successivi e confluite nelle collezioni regie, insieme alle nuove acquisizioni frutto di scavi archeologici recenti.  La sezione si collega con l’area archeologica del teatro romano che parzialmente contiene e su cui si affaccia.

La sezione del Territorio è allestita, dal 1998, in una nuova struttura architettonica in parte sotterranea che espone i materiali archeologici rinvenuti in Piemonte in passato e nei più recenti scavi. Lungo il percorso espositivo si snoda un ideale viaggio a ritroso nel tempo per incontrare una dopo l’altra, come nelle realtà dello scavo archeologico, le molte e sorprendenti testimonianze del Piemonte antico. Nella passerella di collegamento tra la Manica Nuova e il padiglione delle Collezioni si avvicendano piccole mostre temporanee.

Le Collezioni storiche (in parziale riallestimento) rappresentano il nucleo originario del Museo formatosi quando il duca Emanuele Filiberto di Savoia (1553-1580) inizia la raccolta di antichità, incrementata dai suoi successori e riordinata da Vittorio Amedeo II, re di Sardegna, che la dona all’Università di Torino. Le collezioni archeologiche hanno trovato nel 1989 sistemazione nelle Orangeries di Palazzo Reale, sede dal 2014 dell’allestimento del Papiro di Artemidoro.