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Denario in argento

Ambito romano

Moneta romana di età repubblicana riportante:
D: Testa di Minerva volta a dx., dietro il segno X e sotto la scritta ROMA;
R: Roma galeata e astata seduta sugli scudi tra due colombe; ai piedi a dx. la lupa che allatta i gemelli
La moneta fa parte di un gruppo di 4 assi in bronzo e 3 denarii in argento acquisiti nelle collezioni sabaude già a partire dall’Ottocento e recanti il motivo della Lupa et infantes, che, pur diverse per valore e rappresentazioni e pur coniate in una fase relativamente avanzata della repubblica romana, confermano con la loro iconografia una attenta celebrazione di Roma. In particolare, è la stessa personificazione di Roma, vincitrice seduta sugli scudi e correlata alla dea Minerva (della saggezza ma anche della guerra), a sottolineare il grande valore militare dell’Urbe.
Tale iconografia si abbina significativamente a quella della lupa che salva e allatta i due gemelli Romolo (il fondatore di Roma) e Remo, garantendo quindi la nascita della gloriosa storia di Roma, narrata da Livio (Ab Urbe condita, 1,4). Il tema della lupa, di gusto ellenistico, risulta ancora ampiamente utilizzato nel mondo romano anche provinciale in età imperiale, come attestano le testimonianze da ambito funerario provenienti, per il solo territorio piemontese, da Torino, presso Palazzo Madama e dalla stele di L. Domitius Virilis (CIL V, 7046), e da Cavour (tutte ascrivibili alla prima metà del I sec. d.C.), nonché la più raffinata stele di Antistia Delphis conservata nel castello di Reano ma proveniente sempre da Augusta Taurinorum e databile all’età adrianea (CIL V, 7044).

Datazione
115-114 a.C.
Oggetto
Moneta
Materia e tecnica
Argento
Coniazione
Dove si trova
Opera non esposta
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