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Madonna con Bambino

Duccio di Buoninsegna

La tavola raffigura Maria seduta su un trono ligneo, mentre regge il piccolo Gesù in piedi sulle sue ginocchia. La Madonna volge lo sguardo verso di noi e con le mani controlla i movimenti del Bambino che sembra arrampicarsi per abbracciare la madre. Questo particolare figurativo e la composizione in generale, anche se ribaltata, dipende dalla Madonna di Cimabue nella chiesa dei Servi a Bologna (1280-1285). Verosimilmente si trattava di una pala un tempo collocata sul tramezzo di una piccola chiesa, forse un convento (al momento del rinvenimento si parlò del monastero di Montughi o di altre località nei dintorni di Firenze). Nel 1925 viene acquistata sul mercato antiquario dal noto industriale torinese Riccardo Gualino, su consiglio di Lionello Venturi che la riconosce appunto come opera di Cimabue. Toesca è il primo a porre l’attenzione per un confronto piuttosto verso la Madonna Rucellai agli Uffizi (1285). La prima attribuzione esplicita a Duccio di Buoninsegna viene proposta da Soulier nel 1929. Oggi è ritenuta la più antica tra le opere superstiti del pittore senese, databile entro il 1285, prima della Madonna Rucellai, in quanto non mostra i caratteri gotici di quest’ultima, che già suggeriscono realisticamente i volumi delle figure. La Madonna di Torino è ancora legata alla lezione del Cimabue “bizantino”, dove i volumi sono suggeriti idealmente con linee spezzate. L’opera giunse in Galleria Sabauda nel 1930 all’interno della donazione fatta da Gualino di parte della sua collezione privata.

Datazione
1280-1283 circa
Oggetto
Dipinto
Materia e tecnica
Tempera su tavola
Dove si trova
Galleria Sabauda - terzo piano
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