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Pisside

Ambito romano

La pisside (un contenitore con coperchio) in vetro opaco, viola scuro, è stata scoperta nel 1835, lungo la strada che conduce da Cavour a Villafranca Piemonte, insieme a un “sarcofago coperto di pietra e di lamine di piombo” che conteneva anche “due cucchiai di forma singolare e una spatola” e una moneta di Geta (210-212 d.C.). Gli altri reperti non sono più rintracciabili.
L’oggetto è particolare sotto più punti di vista: per le circostanze del ritrovamento (in una sepoltura di III secolo d.C., ma per le caratteristiche stilistiche, esso è ascrivibile alla fine del I secolo a.C. – inizi del I secolo d.C.) e per le tecniche di fabbricazione. La particolare forma, chiusa, con scanalature e decorazioni incise, lo rende simile infatti a oggetti prodotti in materiali “nobili” (pietra o metallo), e il colore viola-nero, presente in rari esemplari, per lo più di forma aperta e quindi di più semplice fabbricazione, richiamano l’affermazione dell’autore latino Plinio circa i vetri imitanti l’ossidiana (PLIN., Nat.Hist., XXXVI, 136-138). Il caratteristico colore nero-viola, per l’aggiunta di manganese, lo accosta infatti alle produzioni in ossidiana, distanziandolo nel contempo da altri esemplari (tendenzialmente lavorati con la tecnica della soffiatura), che virano al nero-olivastro per l’aggiunta di ferro e imitano le produzioni in metallo o in ceramica fine coeve. È evidente che vasi di tale fattura, proprio per l’accuratezza della lavorazione e l’imitazione di prodotti di lusso, richiedessero una grande perizia esecutiva e tecniche di lavorazione non convenzionali. L’analisi dei particolari (orlo esterno e interno, piede, coperchio) dimostra infatti come sia plausibile l’affermazione di Plinio circa l’utilizzo del tornio anche per il vetro, affermazione ancora poco documentata dall’archeologia.
Il bellissimo vaso trova pochissimi riscontri nel panorama del Mediterraneo antico. A tutt’oggi, l’unico confronto diretto è una pisside, priva di coperchio e su basso piede, proveniente da un tumulo monumentale della necropoli di Garipler, presso Caesarea, Cappadocia (Turchia), databile all’età augustea e proveniente da una tomba principesca. La somiglianza tra i due pezzi, la forma tratta da analoghi esempi in pietra nobile o in argento, le leggere varianti e la scarsità di confronti, inducono a ritenere che si tratti di pezzi unici, per i quali era impossibile una riproduzione seriale.

Datazione
Fine del I secolo a.C. - inizi del I secolo d.C.
Oggetto
Pisside
Materia e tecnica
Tornitura
Vetro soffiato entro stampo
Dove si trova
Museo di Antichità - Archeologia del territorio piemontese
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